Emergenza profughi: aiuti in Romania e Ucraina

Referente: P. Ionel-Emilian Dumea OFMConv.

Beneficiari: Comunità

Dove

Roman, Romania

Investimento

€ 31.000

Inizio

11/12/2025

Avanzamento

In corso

Emergenza profughi: aiuti in Romania e Ucraina

Referente: P. Ionel-Emilian Dumea OFMConv.

Dove

Roman, Romania

Investimento

€ 31.000

Inizio

11/12/2025

Avanzamento

In corso

Home | Progetti | Salute | Emergenza profughi: aiuti in Romania e Ucraina
Numero progetto: 8176

Descrizione progetto

E’ il proseguimento del progetto 7630

Il progetto riguarda l’aiuto dei profughi in Ucraina attraverso i nostri frati conventuali Ucraini.

La Fondazione Umanitaria “Pacea” ha come finalità l’aiuto dei più poveri e emarginati della città di Roman e dintorni.

Questo progetto sarà implementato in 3 città: la Fondazione Pacea risiede a Roman, che è la penultima zona meno-sviluppata di Europa. L’area è poco industrializzata e, di conseguenza, c’è tanta disoccupazione e per questo molti scelgono di andare all’estero per una vita migliore. Nella stessa Regione, ma più ad est, nel confine con la Repubblica Moldova, ancor più povera rispetto a Roman, risiede il convento di Husi. Poi, nel sud, dove c’è la capitale c’è anche il convento di Bucarest, in un quartiere molto povero.

I frati della Fondazione Pacea organizzeranno trasporti umanitari con alcuni pulmini. Questo comporta un bel coraggio, ma anche tempo per acquistare i beni e concludere gli aspetti burocratici e poter avviare il trasporto. Il frate, responsabile del progetto, assistito da altri frati, porterà beni di prima necessità ai conventi di Matkivti, Boryspil, Hmelnițchi e in altri posti dove i profughi ucraini e le persone ferite dalla guerra sono accolte ed assistite.

Oggi, per andare dall’Ucraina ai conventi più vicini, ci vuole un giorno intero di viaggio (14-15 ore andata e ritorno), per andare a Boryspil o Matkivti ci vogliono due giorni interi di viaggio. Per ogni viaggio, sono necessari mezzi economici sia per l’acquisto del carburante, che per l’acquisto del cibo e delle medicine necessarie ai profughi e per la cura dei feriti. Oltre a questo, le richieste dei nostri frati ucraini sono stufe per riscaldamento, lenzuola e coperte, specialmente nell’inverno, ma anche di vestiti e calzature per uomini o varie altre cose necessarie al momento.

Questo progetto vuole offrire supporto per fare quattro viaggi per portare aiuti ai profughi in Romania e in Ucraina.  

Aggiornamento progetto

08/04/2026
Secondo aggiornamento

Vogliamo raccontare il quarto viaggio di Fr. Emilian attraverso le sue parole:

“Tre giorni prima della festa di Pasqua abbiamo realizzato un nuovo trasporto umanitario a Hmelnitchi. Abbiamo lasciato una parte degli aiuti presso il convento dei nostri frati, dopodiché ci siamo recati all’ospedale situato fuori città, dove eravamo già stati in precedenza.

Abbiamo portato medicine, alimenti, scarpe e indumenti, una sedia a rotelle e altri prodotti medici di stretta necessità. Il viaggio è stato un po’ più facile, poiché la località è più vicina alla Romania, a circa 450 km; tuttavia, le strade sono in condizioni difficili, la riparazione delle strade non è una priorità in questo tempo di guerra. Nonostante tutto, è andato bene e siamo felici di essere riusciti a portare un po’ di sollievo, anche se la riparazione del pulmino ha comportato alcuni costi aggiuntivi. Il luogo in cui siamo arrivati è difficile da raggiungere a causa dei controlli, ma siamo stati aiutati da un’associazione con cui collaboriamo, che ci ha facilitato l’accesso all’interno dell’ospedale. Si tratta di una struttura molto grande, dove vengono curati e riabilitati i feriti del fronte. La vista è sconvolgente, opprimente e dolorosa. Dal profondo del cuore desidero che questa guerra finisca, perché le sue conseguenze si fanno sentire ovunque: nell’aumento dei prezzi del carburante e di molti altri beni necessari per una vita dignitosa. Siamo passati vicino a un Aeroporto che è stato colpito da un drone. Abbiamo avuto un po’ di paura, ma grazie a Dio e andato bene. Nel mese di giugno o luglio, insieme a Fr. Lucian organizzeremo un ultimo trasporto umanitario, per cosi finire il progetto”.

 

 

10/02/2026
Primo aggiornamento

P. Emilian Dumea condivide il dolore e la sofferenza che la Comunità ucraina sta vivendo in questo tempo segnato dalla guerra.

“Nel mezzo di una guerra che continua a ferire vite e a distruggere famiglie, molte città sono rimaste senza luce, senza riscaldamento e tanti anche senza la sicurezza di una casa. In molti luoghi il freddo non è solo un disagio, ma una lotta quotidiana per la sopravvivenza.
Nonostante tutto, siamo riusciti a portare a termine anche questo secondo trasporto umanitario. Siamo partiti di mattina presto e siamo ritornati nello stesso giorno. Gli aiuti (alimenti, medicine, generatori elettrici etc.) sono già arrivati dove c’è più bisogno: alle persone costrette a fuggire dalla guerra, ai bambini, agli anziani e alle famiglie che cercano di mantenere la speranza in condizioni estremamente difficili.
Senza elettricità e senza fonti di calore, le notti diventano quasi impossibili da sopportare a meno 14 gradi. Per questo ogni generatore che accende una luce e ogni stufa che porta calore significano molto più di un semplice oggetto: significano sicurezza, dignità e un po’ di normalità. Più presto possibile, prepareremo un altro viaggio perché c’è davvero bisogno”.

 

08/04/2026
Secondo aggiornamento

Vogliamo raccontare il quarto viaggio di Fr. Emilian attraverso le sue parole:

“Tre giorni prima della festa di Pasqua abbiamo realizzato un nuovo trasporto umanitario a Hmelnitchi. Abbiamo lasciato una parte degli aiuti presso il convento dei nostri frati, dopodiché ci siamo recati all’ospedale situato fuori città, dove eravamo già stati in precedenza.

Abbiamo portato medicine, alimenti, scarpe e indumenti, una sedia a rotelle e altri prodotti medici di stretta necessità. Il viaggio è stato un po’ più facile, poiché la località è più vicina alla Romania, a circa 450 km; tuttavia, le strade sono in condizioni difficili, la riparazione delle strade non è una priorità in questo tempo di guerra. Nonostante tutto, è andato bene e siamo felici di essere riusciti a portare un po’ di sollievo, anche se la riparazione del pulmino ha comportato alcuni costi aggiuntivi. Il luogo in cui siamo arrivati è difficile da raggiungere a causa dei controlli, ma siamo stati aiutati da un’associazione con cui collaboriamo, che ci ha facilitato l’accesso all’interno dell’ospedale. Si tratta di una struttura molto grande, dove vengono curati e riabilitati i feriti del fronte. La vista è sconvolgente, opprimente e dolorosa. Dal profondo del cuore desidero che questa guerra finisca, perché le sue conseguenze si fanno sentire ovunque: nell’aumento dei prezzi del carburante e di molti altri beni necessari per una vita dignitosa. Siamo passati vicino a un Aeroporto che è stato colpito da un drone. Abbiamo avuto un po’ di paura, ma grazie a Dio e andato bene. Nel mese di giugno o luglio, insieme a Fr. Lucian organizzeremo un ultimo trasporto umanitario, per cosi finire il progetto”.

 

 

Gli ultimi progetti